Panel entitled “Storie d’amore” in the Biennial Conference of the SIS, 2019

Il convegno biannuale della Society for Italian Studies University avrà luogo ad Edinburgh, 26-28 giugno.

Ecco il nostro contributo: una sessione sull’amore nella letteratura del fin de siècle italiano.

 

STORIE D’AMORE

dante_gabriel_rossetti_-_venus_verticordia

 

ORGANISER: Marja Härmänmaa, University of Turku, marja.harmanmaa@utu.fi

 

  1. “Amori scapigliati” (Edwige Comoy Fusaro, Université Côte d’Azur (FR)

Preso spunto dalla constatazione che tutte le storie d’amore delle opere letterarie scapigliate narrano amori impossibili o amori mostruosi, in questo contributo cerco di chiarire quali siano gli oggetti d’amore e se di amore si tratti. Basandomi su un campione di testi di una decina di autori scapigliati, passo in rassegna le varie forme e situazioni dei cosiddetti amori, interpersonali e non, dei personaggi scapigliati e osservo le occorrenze del vocabolo “amore” e del suo campo lessicale, giungendo alla conclusione che l’unico vero e proprio amore degli scapigliati fosse probabilmente «l’amor per le imàgini», come scrisse Carlo Dossi in Amori (1887).

 

  1. “Genere e ‘dissonanza’ post-Unificazione: (Re)reading ‘Verista’ Love through Valisa” (Brian Zuccala, University of the Witwatersrand, South Africa)

The paper builds on the cultural studies-based assumption that a literary analysis of “turn-of-the-century love” can be proficuously reworked and reworded along the lines of an investigation of fin de siècle gender dynamics and their textualisations.

Here I draw on my forthcoming Italian translation of the methodological chapter of Silvia Valisa’s monograph: Gender, Narrative and Dissonance in the Modern Italian novel (Toronto; Toronto UP, 2014), and on a forthcoming essay on Luigi Capuana’s ‘gendered’ use of Free Indirect Discourse in his ‘naturalist’ narrative (1879-1890).

The talk begins by illustrating Valisa’s comparatively underutilized model for investigating the many ways in which 19th– (and 20th-) century female character(ization)s in the Italian literary tradition generate narrative ‘dissonances’ beyond the surface of the plot and the threshold of the storyworld, at the intersection of story and narration. I then focus on Capuana’s most famous naturalist works (i.e. Giacinta 1879 and Profumo 1890), and use those as a case study to show how Valisa’s model could be used to rethink restrictive exegetic models such us, in Capuana’s case, that of female characters as ‘mere’ casi psicopatologici.

 

  1. “Il rimedio per l’amore decadente, ovvero l’educazione sentimentale alla Fogazzaro” (Marja Härmänmaa, Università di Turku, Finlandia)

Nella presente comunicazione si propone di analizzare le forme dell’amore in alcuni dei romanzi del cosiddetto secondo ciclo della produzione di Antoni Fogazzaro. In Piccolo mondo antico (1895), Piccolo mondo moderno (1901) e Il Santo (1906) il Vicentino aveva oltrepassato le esperienze giovanili delle prime opere e raggiunto la maturità artistica. Anche aveva chiarito le sue idee sull’amore e sul suo significato per l’individuo e per la società, nonché sul ruolo dello scrittore e del romanzo. Quindi, insieme al sentimento amoroso, si analizza il soggetto femminile e maschile di Fogazzaro cercando di individuare le motivazioni per tale rappresentazione. Finalmente, darò una interpretazione del significato del tema amoroso in questi romanzi di indubbia rilevanza nell’ambito del decadentismo italiano.

 

  1. “Gli amori futuristi” (Barbara Meazzi, Université Côte d’Azur, France)

Numerosi sono gli scritti che il futurismo dedica all’amore, e il “manuale” che Marinetti pubblica nel 1917, Come si seducono le donne, è solo uno tra i più significativi e noti esempi. Emilio Settimelli nel 1918 dà alle stampe il suo Nuovo modo d’amaree, come molti alti futuristi, produce alcune novelle dedicate all’amore nell’ambito delle quali diffondere le idee del futurismo. Bruno Corra, senz’altro tra i più prolifici scrittori di romanzi “rosa futurista”, addirittura pubblica una quadrilogia sul nuovo modo d’amare, composta da Io ti amo, Perché ho ucciso mia moglie, Santa Messalina, La famiglia innamorata. Nel 1922 Corra pubblica un curioso romanzo vagamente autobiografico, intitolato Bevitori di sangue, ambientato tra il 1919 e il 1921: mentre gli scioperi nelle fabbriche infiammano il paese e mentre si consuma a Fiume l’impresa di D’Annunzio, si raccontano le vicende politiche e sentimentali di vari personaggi, un giornalista, una scrittrice di romanzi d’amore, artisti (tra cui un pittore rimasto incinto), intellettuali, politici. Nel corso del mio intervento, analizzerò i nuovi (o presunti tali) modi d’amare e gli amori para-futuristi tratteggiati da Corra due anni prima della sua rottura con il futurismo e Marinetti.